Pigmalione e Galatea
Nuova interpretazione sul mito di Pigmalione, circa il ruolo delle donne nella società.
PIGMALIONE E GALATEA
Pigmalione, l’ambizioso, si è impigliato nella più tetra solitudine. Le donne, spaventate, diffidano di lui. Vuole mirare troppo in alto, il giovanotto! Desiderare l’amore di una Dea a scapito delle donne di Cipro! Finirà per avere una compagna inanimata. Intanto l’isolamento punge le nobili carni di colui che vuole comandare il regno sovvertendone le regole.
PIGMALIONE
Dea dell’amore, vieni a scaldarmi il cuore!
La notte è fredda, troppo vasto il giaciglio.
Un regno è piccolo al confronto! Afrodite,
ti supplico! Ho bisogno della tua divinità!
Afrodite, avvolta nel doppio manto della sua lontana bellezza, non risponde: ha interessi troppo mondani, questo
Pigmalione. Non si conciliano con l’amore di una Dea.
AFRODITE
No, non verrò a scaldarti il cuore.
La notte schiarisce, ma l’oscurità è sempre pronta a ritornare. Pig, colui che vuole sottomettere le donne, si contorce nei dolori della solitudine. Che sia l’ultima notte passata nel gelo!
PIGMALIONE
La situazione è ancora in bilico. Le donne
di Cipro mantengono un millenario potere, posto nella fecondità delle loro viscere.
Molto meglio fabbricare una statua! Obbedirà
soltanto a me. Ti somiglierà, Afrodite, essendo nello stesso tempo diversa. Regale
e ossequiente, scalderà
il mio cuore nei tormenti della notte.
AFRODITE
Avrai soltanto una statua tra le braccia.
Di marmo saranno i suoi baci.
PIGMALIONE
Ecco: ho finito di scalpellare Galatea.
Dalla zanna d’avorio, la parte più offensiva
del regale elefante, ho tolto il superfluo,
affinché Galatea prendesse sembianze
attraenti. Le sue gambe sono affusolate,
I seni eleganti e superbi. L’esile vita
è ben tornita. Tu sei il mio talismano,
Galatea. Grazie a te conquisterò
un potere più grande!
GALATEA
Tu mi piaci: hai la figura imponente di un
Governatore. Vorrei darti figli della tua
statura. Il mio sangue, però, scorre freddo
dentro vene senza vita: gli impercettibili
colpi del cuore non battono ancora per te.
Temo di essere una cosa nelle tue mani.
PIGMALIONE
Piacevole sorte, amare una donna che ha
un cuore minerale! Facilita il compito
di governarla. Le mie mani ti percorrono
senza resistenza, come colombe
innamorate. Levigate le tue cosce. Lisci
e pieni i tuoi seni. Mi appartieni come
nessun’altra donna al suo signore.
Ma la tua polita freddezza uccide
qualcosa in me. Io ti voglio regina
sottomessa e vivente!
GALATEA
Desidero amarti e non posso!
PIGMALIONE
Tu sei soltanto una figura inerte, un miraggio
stupendo e senza vita al mio servizio.
Ti amo perché assomigli ad un’altra. Come vorrei che il potere del re fosse stringere
un corpo appassionato! Sangue
che pulsa! Sentire braccia che, morbide, cingono il mio petto, ed il calore
di una bocca di petali e sole!
AFRODITE
Le tue preghiere mi hanno convinta.
Galatea è vinta: io entro in lei e le concedo
la vita, perché possa servire meglio,
con le altre donne, il signorile
e nuovo potere degli uomini.
PIGMALIONE
Mai una supplica d’amore ha ottenuto
da un Dio una risposta più completa
e politica. Ti ho chiesto una grazia,
e dalla tua munificenza ne ricevo due.
AFRODITE
Non esultare, Pigmalione: ogni grazia ha
la sua controparte. Ti condanno alla caduta
nei labirinti del potere. Tu e gli altri uomini
diventerete i signori delle donne.
Schiaccerete l’elemento femminile.
Galatea ti amerà nella carne e le sue
mammelle obbedienti si gonfieranno
di latte per la tua dinastia. Perderai
la metà di te stesso.
PIGMALIONE
Così fosco vedi il futuro? Il presente
è così attraente!
AFRODITE
Il tuo cuore sarà diviso tra carne e supremazia.
In te, il re e l’amante saranno in competizione.
Nel mezzo dei sussulti del piacere, sentirai
le esigenze del controllo. Dovrai sorvegliare
i figli ed anche ogni uomo che ti si avvicini, spinto dal desiderio del potere.
Il tuo sonno diventerà leggero.
PIGMALIONE
Per il momento, m’accontento che il possesso
di Galatea mi assicuri il controllo del Regno.
AFRODITE
Gli Dei guardano la Storia degli uomini
senza antipatia. Soltanto, aguzziamo lo sguardo per sopperire alla vostra cecità.
Molti secoli felici alla tua discendenza,
Pigmalione!
Pigmalione, l’ambizioso, si è impigliato nella più tetra solitudine. Le donne, spaventate, diffidano di lui. Vuole mirare troppo in alto, il giovanotto! Desiderare l’amore di una Dea a scapito delle donne di Cipro! Finirà per avere una compagna inanimata. Intanto l’isolamento punge le nobili carni di colui che vuole comandare il regno sovvertendone le regole.
PIGMALIONE
Dea dell’amore, vieni a scaldarmi il cuore!
La notte è fredda, troppo vasto il giaciglio.
Un regno è piccolo al confronto! Afrodite,
ti supplico! Ho bisogno della tua divinità!
Afrodite, avvolta nel doppio manto della sua lontana bellezza, non risponde: ha interessi troppo mondani, questo
Pigmalione. Non si conciliano con l’amore di una Dea.
AFRODITE
No, non verrò a scaldarti il cuore.
La notte schiarisce, ma l’oscurità è sempre pronta a ritornare. Pig, colui che vuole sottomettere le donne, si contorce nei dolori della solitudine. Che sia l’ultima notte passata nel gelo!
PIGMALIONE
La situazione è ancora in bilico. Le donne
di Cipro mantengono un millenario potere, posto nella fecondità delle loro viscere.
Molto meglio fabbricare una statua! Obbedirà
soltanto a me. Ti somiglierà, Afrodite, essendo nello stesso tempo diversa. Regale
e ossequiente, scalderà
il mio cuore nei tormenti della notte.
AFRODITE
Avrai soltanto una statua tra le braccia.
Di marmo saranno i suoi baci.
PIGMALIONE
Ecco: ho finito di scalpellare Galatea.
Dalla zanna d’avorio, la parte più offensiva
del regale elefante, ho tolto il superfluo,
affinché Galatea prendesse sembianze
attraenti. Le sue gambe sono affusolate,
I seni eleganti e superbi. L’esile vita
è ben tornita. Tu sei il mio talismano,
Galatea. Grazie a te conquisterò
un potere più grande!
GALATEA
Tu mi piaci: hai la figura imponente di un
Governatore. Vorrei darti figli della tua
statura. Il mio sangue, però, scorre freddo
dentro vene senza vita: gli impercettibili
colpi del cuore non battono ancora per te.
Temo di essere una cosa nelle tue mani.
PIGMALIONE
Piacevole sorte, amare una donna che ha
un cuore minerale! Facilita il compito
di governarla. Le mie mani ti percorrono
senza resistenza, come colombe
innamorate. Levigate le tue cosce. Lisci
e pieni i tuoi seni. Mi appartieni come
nessun’altra donna al suo signore.
Ma la tua polita freddezza uccide
qualcosa in me. Io ti voglio regina
sottomessa e vivente!
GALATEA
Desidero amarti e non posso!
PIGMALIONE
Tu sei soltanto una figura inerte, un miraggio
stupendo e senza vita al mio servizio.
Ti amo perché assomigli ad un’altra. Come vorrei che il potere del re fosse stringere
un corpo appassionato! Sangue
che pulsa! Sentire braccia che, morbide, cingono il mio petto, ed il calore
di una bocca di petali e sole!
AFRODITE
Le tue preghiere mi hanno convinta.
Galatea è vinta: io entro in lei e le concedo
la vita, perché possa servire meglio,
con le altre donne, il signorile
e nuovo potere degli uomini.
PIGMALIONE
Mai una supplica d’amore ha ottenuto
da un Dio una risposta più completa
e politica. Ti ho chiesto una grazia,
e dalla tua munificenza ne ricevo due.
AFRODITE
Non esultare, Pigmalione: ogni grazia ha
la sua controparte. Ti condanno alla caduta
nei labirinti del potere. Tu e gli altri uomini
diventerete i signori delle donne.
Schiaccerete l’elemento femminile.
Galatea ti amerà nella carne e le sue
mammelle obbedienti si gonfieranno
di latte per la tua dinastia. Perderai
la metà di te stesso.
PIGMALIONE
Così fosco vedi il futuro? Il presente
è così attraente!
AFRODITE
Il tuo cuore sarà diviso tra carne e supremazia.
In te, il re e l’amante saranno in competizione.
Nel mezzo dei sussulti del piacere, sentirai
le esigenze del controllo. Dovrai sorvegliare
i figli ed anche ogni uomo che ti si avvicini, spinto dal desiderio del potere.
Il tuo sonno diventerà leggero.
PIGMALIONE
Per il momento, m’accontento che il possesso
di Galatea mi assicuri il controllo del Regno.
AFRODITE
Gli Dei guardano la Storia degli uomini
senza antipatia. Soltanto, aguzziamo lo sguardo per sopperire alla vostra cecità.
Molti secoli felici alla tua discendenza,
Pigmalione!