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Considerazioni sulla mostra CHRONOS nel Filatoio di Caraglio (CN)

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La Mostra CHRONOS (Il tempo nell’arte dall’epoca barocca all’età contemporanea) giunge opportunamente, non solo perché è allestita da Marcovaldo con intelligenza e grande sensibilità, ma perché si presta a molte considerazioni che possono rivelarsi utili per l’evoluzione animica di ciascuno di noi.

Nella Mostra il tempo è presente sotto molteplici aspetti. Prima di tutto il luogo fisico dove essa è esposta: il Filatoio Rosso di Caraglio, che ci riporta alla seconda metà del sec. XVII, ed alla tecnologia allora impiegata per la produzione della seta. E’ emozionante ripercorrere il Tempo all’indietro, scoprendo le fonti dell’industria moderna, e constatare con i propri occhi l’ambiente umano in cui gli uomini di allora lavoravano. Quelle macchine, costruite in legno, testimoniano i profondi legami che i nostri predecessori avevano con il bosco e la natura. Nell’industria contemporanea, che tratta metalli e minerali mediante macchine in metallo, questo legame si è perso.

Chronos si occupa del Tempo all’indietro, cioè come coltivare la Memoria narrando i frammenti del Passato, affinché esso non muoia del tutto. Si occupa del Tempo lineare, quello che c’inquieta perché è proiettato verso il Futuro, verso il Mistero: le età dell’uomo, che lo spingono inesorabilmente dalla gioventù alla vecchiaia, verso le regioni sconosciute della Morte (e del dopo Morte).

E poi considera il Tempo ciclico, quello che ci riporta alle stagioni, ai corsi ed ai ritorni della Natura, al “già noto” che ci tranquillizza. E la misura del Tempo: le clessidre, gli orologi (uno di questi ha le lancette nervose: si agitano rapidamente in tutte le direzioni, non solo in avanti, ma anche indietro, quasi a ricordarci che la nostra realtà psicologica si muove in queste tre dimensioni: il Passato, il Futuro, il Presente. Soltanto quest’ultima è garanzia di stabilità interiore).

Il Tempo percepito in questa Mostra è vicino a quello della sensibilità comune. La media delle persone lo sente in sé in modo lineare, come un puro trascorrere di tanti attimi, di tanti respiri uno di seguito all’altro, che ci porteranno al momento della nostra fine fisica. E’ possibile tuttavia percepire il Tempo nell’ambito della Finalità, e portare l’attenzione sui rapporti fra Tempo e Anima (a che cosa serve il tempo che passa? Quale obiettivo mi pongo nell’invecchiare? Qual è il senso del Tempo? Esso trasforma la materia del mio corpo – ah, le rughe! –. Ma che cosa può aggiungere il Tempo allo Spirito, l’altra energia da cui sono composto?).

Qualche considerazione può essere fatta a proposito di un vasto pannello, composto di tante fotografie, che riguardano la Pelle. Essa è vista qui in modo prevalentemente spaziale. In realtà, sotto la Pelle, vi è una ricchezza, una profondità di esperienze di cui la pelle è il contenitore, che non si possono né osservare attraverso l’occhio di una macchina fotografica, né attraverso la misurazione del Tempo che passa. Basterebbe rileggere Il linguaggio della pelle di A. Montagu e, per esempio, L’Io-pelle di D. Anzieu, o La Pelle illuminata (il cui autore è lo scrivente) per rendersi conto che parlando della pelle si entra nel regno del contatto, cioè in un dominio che non appartiene soltanto allo spazio o ad al Tempo, ma coinvolge ambiti più grandi come le emozioni, il carattere, il Destino e l’evoluzione spirituale dell’essere umano.

In conclusione? Chronos è una splendida iniziativa. E’ talmente accattivante da far nascere il desiderio di vedere una seconda mostra sul Tempo, con l’intervento di una sezione letteraria, in cui potrebbero trovare spazio l’aspetto simbolico del Tempo, la mitologia, e in cui senz’altro campeggerebbe l’opera di Proust e l’impossibilità di catturare il passato.

L’avvenire dell’uomo sta nell’utilizzare il tempo in senso spirituale. Padroneggiarlo in senso esclusivamente tecnico è riduttivo. E’ ciò che si fa in quest’epoca difficile, in cui si misura l’efficacia di una guerra dal tempo che dura, e dal numero di morti che lascia sul campo ogni giorno, ogni mese o anno.

Luciano Jolly




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Last modified 26-08-2005 15:35
 

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