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L’INCOMPIUTO DESTINO DI UNA MAESTRA DI SCUOLA

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La copertina La copertina
L’INCOMPIUTO DESTINO DI UNA MAESTRA DI SCUOLA Franco Piccinelli Pieraldo Editore, Roma 2005, pagg. 207 € 14,00 - La copertina del libro è opera del pittore Beppe Gallo di Castagnole Lanze (AT)

Con questo nuovo romanzo Franco Piccinelli attira la nostra attenzione sul significato dell’invecchiare: quindi sul destino cui ogni uomo è soggetto e sulla morte.

La maestra Sensibile, il personaggio principale del romanzo, è seguita dal narratore in tutto il ciclo vitale: cominciando dal battesimo, attraverso l’adolescenza, la giovinezza e la maturità, fino all’età di novantuno anni. Da giovane Sensibile era una donna avvenente. Nonostante i suoi successi professionali; nonostante gli amori, una vivace intelligenza ed una vita non priva di agiatezza, di salute e riconoscimenti, il suo destino è considerato incompiuto.

Implicitamente Piccinelli sembra suggerire al lettore alcune domande: che cosa implica l’inevitabile avvicinarsi della morte? Qual è il senso della vita nella nostra epoca? Che cosa occorre affinché un destino possa considerarsi compiuto?

Come si vede, il tema è alquanto più vasto del teatro d’azione caro al notissimo scrittore, che sono le Langhe. E’ un tema universale, che riguarda la stessa condizione umana e tutti vi siamo implicati. Naturalmente la letteratura ha affrontato spesso l’argomento. Per fare un solo esempio Jaroslav Seifert, uno degli autori più rappresentativi della poesia ceca contemporanea, ha dedicato alla vecchiaia, ed ai ricordi che sono propri di quest’età, la raccolta Essere poeta. E dell’invecchiamento si è occupato il tedesco Karlfried Dürckheim, una straordinaria figura di filosofo e terapeuta che ha lasciato un segno profondo nella cultura europea.

Durante i lunghi anni della sua attività terapeutica nella Foresta Nera, Dürckheim osservò frequentemente che si rivolgevano a lui delle persone le quali, dal punto di vista materiale, non mancavano di nulla: salute buona, status sociale spesso ottimo, vita affettiva soddisfacente. Qual era allora il motivo che le spingeva a farsi curare? Era un senso di vuoto, una malattia dell’anima. Il loro problema non riguardava l’aspetto materiale dell’esistenza, ma quello spirituale.

Nel suo libro L’esperienza della Trascendenza, Dürckheim inserisce un capitolo intitolato: “Invecchiamento, il tempo della trasformazione”. Il senso della vita consiste quindi per lui nel cambiamento interiore. Durante la giovinezza si progetta il tipo di vita pratica che intendiamo realizzare, nella maturità si consolida il progetto, in vecchiaia si pensa alla maturazione spirituale. Nella prima parte della vita l’accento è messo soprattutto sul mondo esterno. Nella seconda parte prevale invece l’interesse per l’analisi dei nostri limiti, per la correzione delle emozioni imperfette, delle tendenze ancora infantili e di tutto ciò che ci condiziona con la forza di un meccanismo. Ineluttabilmente l’anziano s’avvicina alla morte. E’ forse l’esame più severo (più autentico) che dobbiamo subire. Se la persona ha compiuto il necessario “nettoyage” delle proprie emozioni, allora la morte stessa diventa terapeutica. Dopo, si spalanca la soglia del mistero. Paradossalmente, l’avvicinarsi della morte ci illumina sul senso, o la mancanza di senso, che ha caratterizzato la nostra vita.

Con la sua terapia per i morenti anche un psichiatra praghese, Stanislav Grof, ha messo in luce l’importanza della riconciliazione con il destino. Tutti coloro che in qualche modo accettano quanto di fatale è apparso nella propria vita, muoiono nella serenità. L’esistenza ha avuto un senso preciso: la si può abbandonare tranquillamente. La morte diventa allora un fatto naturale: come la foglia che abbandona l’albero d’autunno e può affidarsi alla forza di gravità.

La storia della maestra Sensibile è una storia di trasformazione. Ad esempio quando era una giovane supplente, ella si sentiva attratta da un gerarca e simpatizzava con il regime fascista. La guerra scompagina questa disposizione d’animo. S’innamora di un collega che diventerà partigiano. Di cambiamento in cambiamento, d’amore in amore, Sensibile invecchia godendo del profondo affetto da parte dei suoi compaesani. Finché giunge il giorno in cui i maggiorenti del paese, parroco e sindaco in testa, la sradicano dalla casa amata e la rinchiudono con un tocco di crudeltà in una casa di riposo.

Ha fatto bene Franco Piccinelli a concludere il romanzo con quest’episodio. La fine della vita, a qualunque età avvenga, si svolge sotto il segno dell’abbandono. Siamo costretti a veder partire le cose che amiamo. Una forza superiore ci obbliga. E’ esattamente questo che aveva fatto infuriare Mazzarò, nella novella La roba di Verga.

Luciano Jolly

Created by ljolly
Last modified 20-09-2005 19:42
 

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