Roche, Sarvan e Masche
ROCHE SARVAN E MASCHE - di TAVIO COSIO - ED.COUMBOSCURO centre prouvensal 1984 - ristampa 2002 - pag. 286
Il titolo, in pura lingua provenzale, è comprensibile anche a chi, come me, conosce il dialetto piemontese, e ci parla di storie montanare di rocche e di "sarvan", altrimenti detti "silvani".
Questi sono spiritelli beffardi o benevoli o dispettosi che popolano le vallate alpine, i boschi, le cavità tra le rocce, ma anche i cortili ed addirittura le case dei montanari, nelle quali si intrufolano furtivamente per aiutare il proprietario di casa che li rispetta o per complicare la vita con dispetti irritanti a chi li vorrebbe scacciare.
Le "masche" sono invece da intendersi come un'espressione regionale del termine "streghe". Esse possono essere benevole o malvagie,di solito vecchie ed esperte, sempre dotate di poteri soprannaturali e profondamente competenti sugli effetti delle erbe officinali, che utilizzano per i loro arcani propositi.
Queste conoscenze sono l'espressione animistica e pagana delle credenze delle popolazioni montanare di un tempo, un patrimonio filtrato attraverso le miserie e le sofferenze di generazioni di persone che hanno tramandato verbalmente bellissime storie e che sono ormai decedute.
Tali racconti sono il tesoro lasciatoci in eredità, un bagaglio di conoscenza ,di fantasia naturalistica e testimonianza di vita di un tempo inesorabilmente passato e che non sarà mai più.
Rendiamo il merito a Tavio Cosio di aver pazientemente raccolto ed ordinato tali storie nel dialetto originale provenzale, di averle trascritte con precisione ed amore narrativo.
Vent'anni prima dell'esplosione dei "Signori" degli anelli e della interminabile saga di Herry Potter, qualcuno già trattava le favole degli spiriti di terra e dei folletti dei boschi.
Tavio Cosio, nato nel 1923 a Villafalletto, è stato per ventisette anni il farmacista di Melle e ci ha lasciati nel luglio del 1989.
Sivio Marengo
Questi sono spiritelli beffardi o benevoli o dispettosi che popolano le vallate alpine, i boschi, le cavità tra le rocce, ma anche i cortili ed addirittura le case dei montanari, nelle quali si intrufolano furtivamente per aiutare il proprietario di casa che li rispetta o per complicare la vita con dispetti irritanti a chi li vorrebbe scacciare.
Le "masche" sono invece da intendersi come un'espressione regionale del termine "streghe". Esse possono essere benevole o malvagie,di solito vecchie ed esperte, sempre dotate di poteri soprannaturali e profondamente competenti sugli effetti delle erbe officinali, che utilizzano per i loro arcani propositi.
Queste conoscenze sono l'espressione animistica e pagana delle credenze delle popolazioni montanare di un tempo, un patrimonio filtrato attraverso le miserie e le sofferenze di generazioni di persone che hanno tramandato verbalmente bellissime storie e che sono ormai decedute.
Tali racconti sono il tesoro lasciatoci in eredità, un bagaglio di conoscenza ,di fantasia naturalistica e testimonianza di vita di un tempo inesorabilmente passato e che non sarà mai più.
Rendiamo il merito a Tavio Cosio di aver pazientemente raccolto ed ordinato tali storie nel dialetto originale provenzale, di averle trascritte con precisione ed amore narrativo.
Vent'anni prima dell'esplosione dei "Signori" degli anelli e della interminabile saga di Herry Potter, qualcuno già trattava le favole degli spiriti di terra e dei folletti dei boschi.
Tavio Cosio, nato nel 1923 a Villafalletto, è stato per ventisette anni il farmacista di Melle e ci ha lasciati nel luglio del 1989.
Sivio Marengo