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Nero di Spagna

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Nero di Spagna - Roberto Baravalle - Editore Nerosubianco, Cuneo - anno 2006 - pagine 212 - Euro 13,00.

E’ un giallo? Oppure appartiene al genere noir?

L’autore, Baravalle, propende per il genere nero.

Del nero questo racconto ha infatti tutte le tonalità: le origini della storia, che affondano nel regime franchista; il nero della morte irrazionale, delle bombe che esplodono a caso nel mucchio, coronamento dell’attività terrorista; il lutto della corrida. E, su tutte le ombre, scorre il rosso del sangue a rivoli, a fiumi, il sangue delle vittime che quasi sempre sono considerate innocenti, in questo mondo in cui nessuno pare assumersi la responsabilità delle morti non necessarie – le morti non provocate dalla natura, ma dai rapporti sociali malati – che avvengono ogni giorno sotto i nostri occhi distratti.

In questo senso il titolo del romanzo è soltanto indicativo: potrebbe intitolarsi Nero dell’Iraq o dell’Afghanistan o estendersi a tutto quanto il pianeta.

La narrazione di Nero di Spagna, il suo *sjužét*, è ritmata principalmente sul tempo verbale del presente: “L’ETA è sotto choc … due proiettili lo raggiungono al capo … Jesús sa che, prima o poi, la signora dal mantello nero passerà a visitare anche lui”.

In subordine viene impiegato il passato prossimo: Baravalle ha fatto la giusta scelta stilistica. Tutto ciò dà al racconto l’impronta di un’attualità da stato d’assedio. I fatti circondano il lettore, non gli danno tregua, sono contemporanei a lui ed il lettore partecipa al loro compimento. Per così dire, siamo condotti in prima persona sulla scena dei delitti, che questa volta sono politici . Siamo in mezzo agli avvenimenti, siamo presi, non possiamo sottrarci: siamo chiamati a pronunciarci.

Baravalle non esprime il proprio sentimento, in modo esplicito, se non raramente. In tutto il romanzo i giudizi etico-politici nei confronti del terrorismo non sono pronunciati più di tre o quattro volte. Anche questa è una scelta narrativamente interessante. In un racconto assistiamo sempre ad una serie di latitanze e di epifanie dell’Autore. Se questi si maschera, è solo affinché il lettore s’interroghi, si denudi, si metta a confronto con il materiale della fiction e della Storia. La scelta che l’Autore compie, di tenersi apparentemente dietro la tragicità dei fatti, di descriverli con una sedicente obbiettività, senza esprimere giudizi morali e soprattutto moralistici, non è altro che una chiamata del lettore alla sbarra dei testimoni.

In Nero di Spagna l’Autore dialoga implicitamente con il Lettore. Gli fa sapere (raramente) che cosa prova nei confronti del terrore. Gli dice (continuamente): prendi posizione, tu Lettore. Decidi, intervieni non soltanto sul piano della decodificazione dei messaggi. Prendi posizione sul piano della Storia. Io ti ho dato gli elementi per valutare. Tu sali sul podio. Adesso tocca a te. Tu sei il punto d’arrivo, la finalità ultima di tutto il processo letterario.

Proprio in questo consiste la concezione, democratica ma generalmente poco praticata, della narratività: dei motivi profondi per cui si fabbrica una storia e la si propone ad ognuno per la riflessione. E’ questo uno dei grandi meriti di Roberto Baravalle.

Luciano Jolly

Created by admin
Last modified 10-05-2006 20:16
 

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