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Italiaddio di Franco Piccinelli

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pag. 270 - L. 20.000 - ed. Newton & Compton Editori - anno 1988 - 00050 Roma - Via Portuense, 1415. -- e-mail: info@newtoncompton.com -- sito:http://www.newtoncompton.it


Il titolo scelto dall'autore,nativo di NEIVE, noto giornalista radiofonico e della carta stampata, ci riporta ad una visione dell' Italia che fu.
Secondo la prefazione stessa dell'autore, sono ritratti una lunga serie di personaggi di paese che erano caratteristiche figure di una società italiana otto-novecentesca che si è sviluppata e perdurata fino al periodo precedente l'esplosione dello sviluppo industriale.
In esso sono tratteggiati a tutto tondo, fotografati nelle loro abitudini, nei modi di vita, nelle piccole manie nochè debolezze e nelle grandi angosce dell'animo, una numerosa lista di personaggi, mestieri umili o professioni onorate. La descrizione psicologica dei componenti la famiglia patriarcale, espressione della civiltà contadina, ma anche di figure comuni o bizzarre. Il sagrestano, la cui massima ambizione era di accendere i ceri alti con lo stoppino nelle funzioni importanti, la professoressa di pianoforte, giovane di estrazione borghese rimasta nubile, il medico condotto, scapolo impenitente (e forse impunito), la maitresse, ossia la tenutaria di bordello in un'Italia antecedente il 1958 che, spruzzando il flit agli ospiti indesiderati, li marchiava con un'odore causa di litigi all'arrivo a casa, lo spazzacamino che usciva tutto nero di fuliggine dal camino e veniva additato dalle mamme ai bambini discoli con ammonimenti del tipo "se non stai bravo ti faccio portar via dall'uomo nero", il "pigiatore di uva" che, uscendo nudo e violaceo dalla botte destava grasse battute da parte degli uomini e furtive occhiate dalle donne del cortile, il "bacialè" o paraninfo, il cui ruolo è stato usurpato dalle agenzie matrimoniali, lo "sbarazzacessi" che, a dispetto dell'umiltà del suo incarico, soleva ripetere che il suo ruolo sociale era essenziale, andando perfino a svuotare le fosse del Vescovado.
Queste ed altre piacevolissime figure di una popolare "Italia che fu" sono pitturate a tutto tondo dalla penna felice ed arguta di Franco Piccinelli, che è stato definito "cantore dell'epopea contadina", che con una raffinatissima sensibilità ha dipinto la Vita, con i piccoli e grandi crucci, fatta di uomini, di situazioni e di umanità schietta.





Silvio Marengo



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Last modified 21-07-2005 13:09
 

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