Altra metà - recensione di Basilio Cardaci
ALTRA META’
di Flavio Vacchetta
ed. Nerosubianco, Cuneo 2005, pagg. 45.
Con questa nuova pubblicazione Flavio Vacchetta dimostra la sua profonda vena poetica, sincera, spontanea, d'istintiva natura all'arte del verso genuino e scorrevole.
Personalmente colloco le poesie di Flavio fra le mie più gradite letture letterarie di questi ultimi anni e penso che sia uno fra i poeti più interessanti e più brillanti della poesia contemporanea: merita senza dubbio una particolare attenzione, sia da parte dei lettori sia da parte della critica.
Una letuura fatta di proprie esplorazioni nel ferace regno della versificazione e della pura creatività, ci regala il gusto vero della poesia e il piacere della aprola fatta arte.
Il poeta scrive con la massima scioltezza d'animo che gli perviene istantanea; l'immediatezza lo stimola all'uso della parola viva, tinta di coloriti contingenti, strappati ai processi intensi della vita emotiva.
Il segreto è dentro l'ignoto apparire informe interiore, di tutto quel mondo che fluisce e molce il gesto affettivo dell'autore.Il poeta, nel subliminale scorcio del tempo, attende le felici prede musicali tra le grinfie egemoniche della penna, guidata al frugale desco dalla temperanza della mente creativa.
L'auriga leva in alto le redini e fruga nei cieli l'aura fragrante e arcana della poesia, fantasticamente accolta alla corte delle emozioni, delle sensazioni, dei sogni poetici.
Come alba dorata la fragile poesia sboccia nelle mani di Flavio. Sguscia indomata dalle viscere della materia vivente. Scaturisce dalle latenze dell'animo sorpreso dalle eruzioni improvvise del canto, traboccante di pathos e di giulive suggestioni incontenibili.
Il verso acquista i valori linguuistici attingendo sempre alla sorgente primaria, alla vergine linfa delle segrete fabulazionie coagulazioni intensive degli attributi lirici.
La versatile vena non lascia more alle sintesi grammaticali e sintattiche; le modalità scritturali respirano nelle incoative ossigenazioni dell'elasticità sensibile e virtuosa; nella risorsa semantica ed epifanica dell'espressione.
Flavio, di sua sponte, si affida alle forme dirette, nude, genitive, disinvolte, sanguigne, cerca e fotografa, in ogni caso, il noto "ditta dentro" di Dante.
In esso riconosce il primato dei prelievi lirici, all'insegna dei timbri metrici, ventilati negli spazi ludici della fantasia, vibrante nelle prossimità istintive del linguaggio.
I momenti della scrittura conferiscono passione e grazia a simboli e metafore, tra medialità concettuali e sfaccettature di trasfigurazioni intime.
Da tutto ciò si evince che Flavio Vacchetta la poesia ce l'ha proprio dentro, connatturata ai pingui soffi del pensiero, che, sollecitato da inquiete proprietà esplorative e mai pago delle aperture prospettiche, alimentato dalle coesioni mimetiche, si libra nei fondali inevasi dei sedimenti mnestici, schiudendosi nelle veglie lessicalidelle illuminazioni metamorfiche della creatività linguistica e lirica. I temi aperti dal poeta sono tanti.
Non potendo, qui, ampliare il discorso, procederò per summe lessicali, quali possibili chiavi di lettura.
....segue
Con questa nuova pubblicazione Flavio Vacchetta dimostra la sua profonda vena poetica, sincera, spontanea, d'istintiva natura all'arte del verso genuino e scorrevole.
Personalmente colloco le poesie di Flavio fra le mie più gradite letture letterarie di questi ultimi anni e penso che sia uno fra i poeti più interessanti e più brillanti della poesia contemporanea: merita senza dubbio una particolare attenzione, sia da parte dei lettori sia da parte della critica.
Una letuura fatta di proprie esplorazioni nel ferace regno della versificazione e della pura creatività, ci regala il gusto vero della poesia e il piacere della aprola fatta arte.
Il poeta scrive con la massima scioltezza d'animo che gli perviene istantanea; l'immediatezza lo stimola all'uso della parola viva, tinta di coloriti contingenti, strappati ai processi intensi della vita emotiva.
Il segreto è dentro l'ignoto apparire informe interiore, di tutto quel mondo che fluisce e molce il gesto affettivo dell'autore.Il poeta, nel subliminale scorcio del tempo, attende le felici prede musicali tra le grinfie egemoniche della penna, guidata al frugale desco dalla temperanza della mente creativa.
L'auriga leva in alto le redini e fruga nei cieli l'aura fragrante e arcana della poesia, fantasticamente accolta alla corte delle emozioni, delle sensazioni, dei sogni poetici.
Come alba dorata la fragile poesia sboccia nelle mani di Flavio. Sguscia indomata dalle viscere della materia vivente. Scaturisce dalle latenze dell'animo sorpreso dalle eruzioni improvvise del canto, traboccante di pathos e di giulive suggestioni incontenibili.
Il verso acquista i valori linguuistici attingendo sempre alla sorgente primaria, alla vergine linfa delle segrete fabulazionie coagulazioni intensive degli attributi lirici.
La versatile vena non lascia more alle sintesi grammaticali e sintattiche; le modalità scritturali respirano nelle incoative ossigenazioni dell'elasticità sensibile e virtuosa; nella risorsa semantica ed epifanica dell'espressione.
Flavio, di sua sponte, si affida alle forme dirette, nude, genitive, disinvolte, sanguigne, cerca e fotografa, in ogni caso, il noto "ditta dentro" di Dante.
In esso riconosce il primato dei prelievi lirici, all'insegna dei timbri metrici, ventilati negli spazi ludici della fantasia, vibrante nelle prossimità istintive del linguaggio.
I momenti della scrittura conferiscono passione e grazia a simboli e metafore, tra medialità concettuali e sfaccettature di trasfigurazioni intime.
Da tutto ciò si evince che Flavio Vacchetta la poesia ce l'ha proprio dentro, connatturata ai pingui soffi del pensiero, che, sollecitato da inquiete proprietà esplorative e mai pago delle aperture prospettiche, alimentato dalle coesioni mimetiche, si libra nei fondali inevasi dei sedimenti mnestici, schiudendosi nelle veglie lessicalidelle illuminazioni metamorfiche della creatività linguistica e lirica. I temi aperti dal poeta sono tanti.
Non potendo, qui, ampliare il discorso, procederò per summe lessicali, quali possibili chiavi di lettura.
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